26.5.08

Cemento armato e il cinema italiano

Dopo qualche giorno di silenzio, ecco un nuovo post. A dire il vero si tratta del primo vero post del blog, essendo quello di martedì scorso solo una prova.
Scopo di questo messaggio è consigliarvi un film. Si chiama "Cemento armato" (2007), regia di Marco Martani, con Nicolas Vaporidis, Carolina Crescentini e il grandissimo Giorgio Faletti. Due parole sulla storia: il protagonista, Diego, ragazzo che vive di espedienti, una mattina, per farsi largo nel traffico romano, sfreccia con il proprio motorino tra le automobili ferme in coda, rompendo tutti gli specchietti. Purtroppo, tra quelli, romperà lo specchietto sbagliato, quello della Mercedes di Franco Zorzi, detto "Il Primario", potente boss della malavita romana. Di lì, una serie di eventi che porteranno Diego e il Primario faccia a faccia, con un finale inaspettato e sicuramente meritevole.
Il film è senz'altro pregevole, la trama è scorrevole e gli attori sono bravi. La domanda che, a fronte di prodotti cinematografici come questo, dovremmo porci è questa: perché mai l'Italia è incapace di esportare i propri film o, almeno, di farli conoscere nel resto del mondo, come accade con i film francesi, inglesi o americani? Una commedia come "Mi fido di te" (di e con Ale e Franz) è sicuramente piacevole. In Italia qualcuno la conosce, all'estero, nessuno. Probabilmente, se fosse stata prodotta negli Stati Uniti, molte più persone saprebbero di che cosa si tratta.
Il mio, quindi, vuole essere uno spunto per esprimere il massimo sostegno al cinema italiano (il nostro Paese ha diversi attori e registi capaci e preparati) ma, al contempo, per muovere una critica all'Italia che, come spesso accade, ha molte potenzialità ma non si applica. L'Italia è come lo studente svogliato: potrebbe fare, ma non fa. Anche qui, sarebbe auspicabile un massiccio intervento a sostegno del cinema italiano da parte di chi si occupa delle mostre del cinema e da parte dei canali di distribuzione dei prodotti cinematografici. Questa non vuole essere autarchia ma semplice valorizzazione di un valore che è già in nostro possesso. Ebbene, ciò detto, mi piacerebbe che alla prossima mostra di Venezia vincesse un film italiano anziché film asiatici, francesi o americani. Pur con tutto il rispetto per chi li produce e li distribuisce, sicuramente più bravo di noi nel valorizzare i propri prodotti.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Primo commento del Blog e al primo articolo aggiudicato!

Oltre a non poter fare a meno di esprimere la mia piena ignoranza in ambito cinematografico e di ricordare le parole "ha molte potenzialità ma non si applica" (che a scuola mi erano molto familiari), devo esprimere il mio appoggio a questa linea...l'Italia nel cinema ,come in tanti altri ambiti, ha valori ,ed i valori giusti, ma non li spende!

p.s.

Caro autore del post, correggi il layout della pagina perchè il testo che hai scritto non è totalmente leggibile :D

Anonimo ha detto...

Non riscontro il difetto sul layout che vai segnalandomi. Magari domani in facoltà ci guardiamo insieme.
A proposito del post, segnalo un fatto positivo: a Cannes il film Gomorra (di M. Garrone) è stato premiato! Speriamo che sia un buon punto di partenza per il cinema italiano!

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

L'altro giorno ho segnalato la premiazione di "Gomorra"; non dimentichiamo l'altro film italiano premiato: "Il divo", di P. Sorrentino