16.6.08

L'anno scolastico appena concluso. Rimandature e bocciature

Sono da poco uscite le percentuali sui bocciati e sui rimandati alle scuole superiori per l'anno scolastico appena concluso. Già si parla di un'impennata delle insufficienze, dei debiti, delle non ammissioni alla classe successiva o all'esame di Stato. I collettivi studenteschi hanno protestato quest'inverno: il nuovo regime avrebbe portato le famiglie a spendere copiose quantità di denaro causa corsi di recupero (necessariamente privati: non ci fidiamo troppo dell'istruzione pubblica in questo Paese) per garantire la promozione a giugno o, nei casi più difficili, a settembre. Probabilmente gli autori di proteste siffatti annoveravano qualche cinque di troppo e, a conti fatti, non avrebbero più potuto permettersi di chiudere i libri di una certa materia con la minaccia di un debito che, anche non saldato, avrebbe comunque permesso l'accesso alla classe successiva. Trovo, invece, che una maggiore severità espleti una funzione generalpreventiva intimidatoria imprescindibile per l'attività di educazione di quanti non raggiungono la maturità di una scelta, quella di frequentare la scuola seriamente: sia ben chiaro, nulla contro chi lascia gli studi per un lavoro. Anche quella è una scelta. Parimenti, molto contro chi percorre la strada mediana: non ho voglia di studiare, mi faccio mantenere, tanto sono comunque promosso. Mai si dimentichi che la scuola è l'anticamera del nostro futuro: finiti gli anni sui banchi dovremo essere pronti per un'università o per svolgere una professione. Il sei politico non garantisce nulla di tutto ciò: promuovere chiunque, senza meritocrazia, significa chiudere uno o entrambi gli occhi di fronte alle incapacità e alle scarse (o nulle) competenze dello studente. Ciò che si pone agli antipodi rispetto al compito che l'educatore dovrebbe espletare. Quindi, ben vengano le rimandature (o debiti, purché siano tali: se debitore è "is qui debet", cioè colui che deve a un altro qualcosa, lo studente su cui grava un debito deve qualcosa, in termini di preparazione, al sistema scolastico. Se non salda il debito, è inadempiente. E paga: non in termini pecuniari, bene inteso, ma con una bocciatura. La sua preparazione non è idonea alla frequenza della classe successiva. E basta. Tutto qui), ben vengano le bocciature: parafraso il post di una ragazza; lo lessi qualche giorno fa su non ricordo bene quale blog: forse tra una decina di anni, così facendo, i medici non uccideranno più i pazienti e gli ingegneri non faranno più crollare case e ponti. Mi auguro veramente che questo rappresenti il primo passo su quel sentiero di serietà che vorrei l'Italia imboccasse.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Perfettamente d'accordo con te...solo dopo un pò di tempo ci si accorge di quanto sia importante la scuola. Se potessi, tornerei volentieri indietro per impegnarmi assai di più di quello che ho fatto. Purtroppo i ragazzi non se ne accorgono mentre sono a scuola e proprio una certa maturità del sistema scolastico deve rispondere a questo handicap della mentalità dei giovani studenti.

Anonimo ha detto...

Purtroppo come dice Occhioni Blu mentre siamo ciroli studiamo xke ce lo fanno fare e vediamo la scuola cm una scocciatura, cm una cosa imposta, dimentiando il suo scopo reale. Ovvero, farci diventare degli esseri umani pensanti e dotati d un senso critico, a differenza degli altri animali. Ank'io se potessi tornare indietro nel tempo studierei meglio certe materie, ke molto probabilmente riprenderò in mano x i fatti miei una volta uscito dallo zuccherificio in cui m sn impelagato. Perchè m rendo conto ke in certi ambiti sn davvero "ignorante cm una biscia annegata" x usare le parole testuali d qualcuno ke conosco fin troppo bene ;), e la cosa m dispiace. Vero è ke alla nostra età uno almeno dovrebbe avere la maturità d studiare bene almeno nell'università ke si è scelto, senza volere imbrogliare se stessi e/o gli altri, e senza cercare d ottenere il massimo col minimo sforzo, se nn addirittura solo un voto sul libretto x avvicinarsi sempre d piu alla fine, anke se ignorante come prima. Perche ricordiamolo, stiamo studiando x il nostro futuro, nn x metterci l'animo a posto, con noi o con chi c mantiene. Ma certi livelli d maturita sembrano x molti anni luce dall'essere raggiunti.

Anonimo ha detto...

Ecco... Lo studio per il voto è sbagliato tanto quanto il non studio; spesso, però, sono gli insegnanti a favorire per primi la competizione tra gli studenti. Chi prende 7.5 e non 8 come il vicino. Si pensa di migliorare il rendimento. Solo quando la scuola saprà instillare, anche attraverso sanzioni e bocciature, la consapevolezza di uno studio fatto da se stessi e per se stessi avrà espletato il proprio compito di educazione.

Anonimo ha detto...

"Cito dal Piano di rinascita democratica della loggia P2":

2) l'involuzione subita dalla scuola negli ultimi 10 anni quale risultante di una giusta politica di ampliamento dell'area di istruzione pubblica, non accompagnata però dalla predisposizione di corpi docenti adeguati e preparati nonchè dalla programmazione dei fabbisogni in tema d'occupazione.

Ne è conseguenza una forte e pericolosa disoccupazione intellettuale - con gravi deficienze invece nei settori tecnici - nonchè la tendenza ad individuare nel titolo di studio il diritto al posto di lavoro. Discende ancora da tale stato di fatto la spinta all'equalitarismo assolto (contro la Costituzione che vuole tutelare il diritto allo studio superiore per i più meritevoli) e, con la delusione del non inserimento, il rifugio nella apatia della droga oppure nell'ideologia dell'eversione anche armata. Il rimedio consiste: nel chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio = posto di lavoro; nel predisporre strutture docenti valide; nel programmare, insieme al fenomeno economico, anche il relativo fabbisogno umano; ed infine nel restaurare il principio meritocratico imposto dalla Costituzione.

...è come se l'avessi scritto tu francesco :D

Anonimo ha detto...

Si è vero, Luca... Concordo in pieno con quanto scritto lì... Il principio meritocratico prima di tutto!