La data odierna si presta a considerazioni sul nostro Paese, sul suo passato e, forse di più, sul suo futuro; il Presidente Napolitano ammonisce circa le conseguenze della regressione civile. E non si può non concordare con le Sue affermazioni. Il problema, però, a mio avviso è sempre quello: ciò che comunemente viene definito intolleranza e che dà vita al regresso di cui va parlandosi in questi giorni è la reazione dei cittadini a una politica che rifugge ogni canone di serietà. Gli attivisti, i più giovani, sono sfruttati dagli alti vertici di partito che provvedono alla divisione di poltrone e di cariche, dal consesso circoscrizionale fino alle Camere parlamentari. Non voglio, qui, profondermi in considerazioni qualunquiste: ben altri sono i blog nati dalla necessità di coinvolgere torme di cittadini nell'espressione del proprio malcontento, benché a fronte di non si sa bene quale rimedio. Il mio è solo un tentativo di affermare, anche oggi, il mio ideale di serietà. Oggi, 2 giugno, Festa della Repubblica, voi che leggete il mio post, fermatevi un momento e pensate a come rendere la vostra esistenza un'indimenticabile esperienza di utilità sociale. Siate, siamo, utili al nostro Paese, vivendo con serietà la nostra quotidianità; saremo, così, utili a noi stessi e permetteremo noi di crescere in un contesto civile, lontano da quell'intolleranza di cui il Capo dello Stato ha più volte parlato in questi giorni.
Utilità sociale, quindi, come corollario del teorema di serietà e come soluzione all'intolleranza e all'inciviltà. Chiedetevi, voi che militate tra le fila dei partiti, in che modo potete essere utili al vostro Paese, magari svolgendo degnamente un mestiere che possa portare profitto al prossimo. Faccio mia una frase di una persona di cui ho estrema stima: non faccio più politica attiva perché ho capito che sarò più utile al mio Paese facendo bene la mia professione. Qui il discorso si fa complesso: lascio la questione alle vostre riflessioni. Vostre, di quanti vorranno commentare questo post.
Di nuovo, l'augurio di un sereno 2 giugno.
5 commenti:
Come è possibile ragionare con gente che scrive in rosso solo perchè si ritiene comunista? Come è possibile parlare con persone che hanno l'aquila e il fascio come wallpaper sul cell mentre manco sanno chi sia Mussolini? Che cosa realmente abbiano fatto queste persone, da una parte e dall'altra...no...oggi non abbiamo più politica, adesso specialmente; abbiamo un governo da una parte e dall'altra tutti i disfattisti che fino a ieri sostenevano nomi che ora manco si sentono più...e allora parliamo di Repubblica con un presidente come il nostro che sembra addormentato e si sveglia solo per dare medaglie ai nostri soldati; la parola Repubblica non ha più un significato, o meglio, non ora nè in questo Stato.
Un'altra cosa; siamo uno stato sovrano o no? Beh prima di dichiararci tale puliamo l'Italia dalla spazzatura (in tutti i sensi), poi ci ri - meriteremo la parola Repubblica....
Il riferimento ai gravi problemi che affliggono l'Italia è senz'altro appropriato. Il cammino per potere definire il nostro un Paese veramente civile è ancora lungo a percorrersi.
Condivido il riferimento ai tanti giovani che si riempiono la bocca di slogan, loghi, paroloni e nomi noti senza conoscerne il reale significato. E' consolante il fatto che persone come te abbiano preso coscienza del problema: mi auguro sia un primo passo nel cammino di serietà che vorrei l'Italia compisse.
Ke dire... avete già detto tutto voi. Molto belle le manifestazioni d oggi... coreografiche, pittoresche, tutto quel ke si vuole. Peccato ke celebrassero uno stato ke a mio parere fa ridere, ke nn è altro ke una repubblica delle banane, ke nn si merita una democrazia nè d essere definito una Repubblica. Oltre a questo la gente si lamenta, si lamenta, e quando c'è da scegliere se cambiare qualcosa o no lascia tutto cm prima. Ma è giusto cosi xkè è ciò ke c meritiamo noi, italietta d Berlusconi, del Grande Fratello, d Beautiful e d 100 vetrine. Senza considerare gli scontri nn tra neofascisti e comunistoidi ma tra teste d cazzo e teste d cazzo, ke parlano d cose ke neanke conoscono solo xke oggi fa moda mettersi una maschera (un tempo c si limitava ai gabber e ai warrior... ora la situazione è ancora peggiore). Detto questo chiudo questo sfogo fin troppo esplicito, ma ritengo ke stiamo x toccare il minimo storico, d intelligenza e d impegno civile. Anzi, posso dirmi davvero schifato da quest'espressione geografica in cui vivo, nn saprei cm altro dire. Ciao a tutti, Ennio
A causa della mia scarsissima esperienza in politica non posso/voglio esprimere un parere riguardo le politiche di gestione dei partiti.
Quello che ha detto Alessandro mi vede d'accordo sul partito che è al governo e su quello che ha iniziato a combinare, ma del tutto contrario per le critiche poste alla mia cara opposizione.
Da bravo ragazzo quale sono renderò a Silvio quel che è di Silvio;non posso non elogiare il governo per quello che sta facendo in Campania: lo stato deve tornare a fare lo stato.
Spero sinceramente che l'Italia e gli italiani tornino ad avere fiducia nella politica: è l'unico modo per tornare ad avere un paese competitivo. Condanniamo i politici cattivi ma non condanniamo l'Italia.
Non sono parole vuote, senza fiducia non si va avanti e dato che allo schifo non c'è mai fine...rischiamo di andare sempre più in basso.
Chiudo con una citazione dall'Italia di Piero:
"La storia c'insegna... ma che c'insegna???"
Il mio post era lontano dall'essere una critica (assai facile) alla partitocrazia o all'attività di maggioranza e opposizione che, a mio avviso, pari sono, data la convergenza, fisiologica per le democrazie occidentali (così dicono taluni politologi), verso il centro e l'eliminazione delle ali più estreme. Che, comunque, non hanno saputo tenere testa agli eccessi dei loro militanti o esprimere in concreto gli ideali di cui a voce si sono fatti per anni portatori. Mi fa piacere, però, il dibattito che si è aperto a seguito delle mie riflessioni. Invito quanti leggessero il post a esprimersi ulteriormente sul punto.
Posta un commento